Règlement Palmarès Partenaires Jury Rendez-Vous Qui sommes-nous
Torna alla lista
Participants
  • Marzia Mancuso, San Costantino Calabro, Liceo Scientifico "Giuseppe Berto" Vibo Valentia
Sujet Titre en italien:
L'addio di Lucia

Titre en français:
Les adieux de Lucia

Nom de l'auteur:
Marzia Mancuso

Parcours choisi:
Banlieues : comment elles sont, comment je les voudrais

Genre:
Biografico

Durée:
8 minuti

Langue:
italiano

Lieu de tournage:
Una cittadina del sud Italia

Personnages:
Lucia, una diciottenne alla vigilia di una partenza

Sujet:
Lo ammetto, non so esattamente come andrebbe scritto un soggetto. L’unica cosa che ho capito è che il fondamento sta in un’idea, sulla quale basare gli otto minuti del cortometraggio: quella ce l’ho.

Parto dal presupposto che ho interpretato “periferia” nel senso più vasto del termine. Il Sud Italia, sia esso rappresentato da un paesino sulle Serre o dall’area metropolitana di Reggio, è in ogni caso la periferia d’Italia. Lo scenario del mio soggetto è appunto una cittadina meridionale, quella in cui ho passato gli ultimi 17 anni della mia vita e che a settembre abbandonerò, senza che la decisione di partire sia mai stata messa in discussione o affiancata a diverse prospettive di vita fra cui scegliere. La periferia, in questo caso la provincia, è partenza.

La protagonista sarà un’esule volontaria, o quasi, e in otto minuti verrà tradotta in immagini e parole una sorta di rivisitazione dell’ “addio ai monti”, sostituendo il Tirreno al lago di Como e privandolo dell’eccessiva malinconia della Lucia Manzoniana. Non che la partenza sia completamente libera da malinconia o paura, ma su di esse prevale certo la fiducia di poter trovare un luogo in cui la residenza non porti una data di scadenza, come sinora è stato.

La Lucia di provincia farà anche i conti con coloro che le dicono di restare per provare a cambiare la sua terra, ma in lei è troppo forte quella mentalità meridionale, di cui parlava anche Sciascia, che la porta a vivere lo stato delle cose con rassegnazione e scarsa fiducia nel cambiamento. Lei vuole scappare dall’ombra della Palma che avanza.

È poco ciò che si può rimpiangere del luogo in cui ha vissuto, a parte le persone a cui ha voluto bene e da cui dovrà separarsi: queste non sono affatto poche.

La sua cittadina non è poi tanto brutta, ma certo non bella. Le strade sembrano reduci di bombardamenti, gli edifici scolastici cadono a pezzi. Sulla collina che la domina sorge un bel castello, una bella antenna e un bel cimitero: quest’ultimo rappresenta uno splendido ossimoro, perché è luogo designato dalle coppiette per andarci a fare l’amore. Tutto attorno si stende ancora moltissima campagna, ma, pian piano, gli ulivi stanno lasciando il posto ai palazzi grigi e mai finiti, che del Meridione sono tratto distintivo. Da poco ci si fregia di possedere un centro commerciale e tanto è l’orgoglio che gli è stato dato il nome stesso della cittadina. I negozi al suo interno chiudono uno dopo l’altro, perché nessuno dei negozianti ha gli introiti adeguati per permettersi l’affitto dei locali: gli unici a rimanere aperti e, anzi, a moltiplicarsi, sono quelli i cui proprietari vengono dalla Cina. La maggior parte della gente non può permettersi vestiario costoso e i prodotti dell’oriente più si adattano, per il loro costo, agli acquirenti.

Fanno eccezione i pochi ricchi, alcuni dei quali fanno mostra di più soldi di quelli che in realtà posseggono o dovrebbero possedere. Questi “ricchi” rappresentano il bacino d’utenza delle due o tre boutique della città, le quali, essendo poche e mal fornite, impongono ai membri di questa “elite di provincia” di vestire tutti allo stesso modo, tant’è che ormai sembrano appartenere a una qualche specie di setta che impone loro gli stessi maglioncini Burberry a quadrettoni e gli stessi Jeans Dolce e Gabbana.

Nella città ci sono svariati piccoli bar, una piccola biblioteca e un piccolo cinema: quest’ultimo è da poco divenuto un multisala, definizione ridicola dal momento che due delle tre sale hanno all’incirca le dimensioni della cucina di Lucia.

C’è anche una piccola libreria, che raramente è affollata, tranne quando fuori piove o fa freddo e la gente non trova un posto migliore per ripararsi. Ciononostante, le commesse non trattano male mai nessuno, forse speranzose che il clima uggioso renda qualcuno più incline alla lettura. Mi sono sempre chiesta come faccia la proprietaria, col poco che vende, a pagare tre commesse, ma sono contenta che ci siano perché sono molto simpatiche e vorrei apparissero nei miei fantomatici otto minuti, dal momento che, se piacciono a me, di sicuro staranno a genio a Lucia.

In conclusione, questo corto rappresenterebbe una lettera d’addio alla mia terra: non nutro speranze di tornare né, francamente, lo desidero. Sul mio comodino c’è “La vita agra” di Bianciardi, vorrei che sul comodino di Lucia ci fosse lo stesso libro. Spero che lei non faccia la stessa fine dello scrittore, che da Grosseto andò a Milano e lì morì in preda all’amarezza. Lucia raggiungerà invece Torino, la città dove Gramsci studiò e politicò, De Amicis ambientò il suo lacrimevole Cuore e Nietzsche abbracciò un cavallo: lì potrebbe essere felice, o magari desiderare ancora di partire. Come diceva Terzani, che di viaggi se ne intendeva, nella mentalità di qualsiasi cultura c’è la convinzione che il meglio sia altrove: io auguro a Lucia di trovare un luogo in cui fermarsi. Per ora, accompagnamola nella prima delle sue partenze.


Photo:

guarda l'immagine nelle dimensioni originali

Courte présentation en italien:
Lucia ha 18 anni e vive in una cittadina del sud Italia. A settembre lascerà la sua terra e andrà a studiare a Torino. Il corto tradurrà, in immagini e in parole, il suo addio al luogo in cui è nata, in una sorta di rivisitazione dell’”addio ai monti” della Lucia dei Promessi Sposi, ma in cui, sulla malinconia, prevarrà la fiducia nel futuro. Lucia non ha intenzione di tornare.

Courte présentation en français:
Lucia a 18 ans et vit dans une petite ville du Sud de l’Italie. En septembre, elle quittera sa terre natale pour aller étudier à Turin. Le court-métrage traduira en images et en paroles ses adieux au lieu où elle est née, en revisitant en quelque sorte « l’adieu aux monts » de Lucia dans Les Fiancés, mais en faisant prévaloir la foi dans le futur sur la mélancolie. Lucia n’a pas l’intention de revenir.


En association avec
Sponsor
Avec le soutien de

Sous le haut patronage de

Partenaires media
Avec la participation de