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Alcuni suggerimenti per il cortometraggio

Cos’è?
Si tratta di fare un cortometraggio di durata da 5' a 8' in formato digitale sulle periferie (uno dei due percorsi proposti).
Definizione del cortometraggio
Un cortometraggio è un film di durata più breve rispetto a quelli che di solito andiamo a vedere al cinema (la parola “metraggio” si riferisce alla lunghezza della bobina). La sua durata è generalmente inferiore a 20 minuti. Le diverse categorie che esistono per i lungometraggi sono ugualmente rappresentate nel formato corto: finzione, documentario, animazione, ecc... Per semplificare, potremmo dire che il cortometraggio sta al lungometraggio come il racconto breve sta al romanzo: in questo senso, esige rigore, concisione, creatività.
Come esistono numerosi festival dedicati ai film classici, anche i cortometraggi sono oggetto di cerimonie e di premiazioni.

Quale genere scegliere?
  • Il documentario: reportage, biografia, racconto di vita.
    Può essere muto o no, accompagnato da un sonoro con commenti in voce fuori campo oppure  con il suono diretto di quello che è ripreso (conversazione, rumori, silenzi).
  • La finzione: commedia allegra o dolce-amara, favola moderna, intermezzo, tragedia in un atto.
  • Il musical (rap, slam, opera...): la storia è recitata, cantata o addirittura ballata da attori e figuranti.

Fare corto, è tutta un'arte !
Il formato corto - un videoclip, una pubblicità - è una prova di rigore: ogni piano ha un impatto, ogni parola conta, ogni sguardo ha un senso. Lo spettatore percepisce tutto e si ricorda di tutto. Non ti puoi permettere l'approssimazione: devi trasmettere messaggi forti e andare all'essenziale scegliendo gli strumenti tecnici giusti.

I nostri consigli per fare un corto:
  • curate la prima e l'ultima inquadratura.
  • usate piani dal significato forte (in particolare primi piani)
  • usate una punteggiatura sonora o musicale espressiva
  • usare l'arte del montaggio dei piani per creare un ritmo e un senso
Per aiutarvi un po':
          moviexone
          videospin
          moviemaker

Focus sulla musica e la street art
Non c'è niente che vi impedisca di scegliere una musica classica interpretata al clavicembalo (contrasto assicurato!), ma potete ovviamente utilizzare le musiche urbane che parlano delle periferie, ad esempio:
La Street art (arte di strada) prende forma nella strada e nei luoghi pubblici, conferendo loro l'aspetto di veri e propri musei en plein air: graffiti, stancil, proiezioni video, manifesti, pastelli sul marciapiede... Per gli artisti che la scelgono, crea un libero dibattito, visibile ed accessibile a tutti i passanti:
Alla ricerca d'ispirazione?
Per elaborare il tuo soggetto, per prima cosa osserva quello che accade attorno a te e cerca o di uscire dagli stereotipi o di denunciarli.

Qualche esempio proveniente dal programma di cortometraggi 123 : Banlieues:
  • Sauf dimanches et fêtes di François Ode
    Vivendo in periferia, il giovane Franck prende spesso il treno. Una sera, due borseggiatori gli rubano il suo portafogli. Saranno fermati dalla polizia. Franck si trova di fronte alla delinquenza e alla repressione. Si rende conto che la giustizia che gli è fatta non risponde alle sue aspettative né all'idea della sua funzione.
  • Nuit froide di Nadyne Bensadoun
    In periferia, di notte, il girovagare di un'adolescente.
  • Le Sang des purs di Patrick Mani
    Un bar, in zona di periferia: cinque giovani arrivano alla chiusura e ne prendono possesso.
  • Cauchemar blanc di Mathieu Kassovitz
    In una delle periferie parigine, quattro francesi aspettano, come ogni domenica, che passi alla portata del loro manganello un “mal sbiancato”.
  • Star Suburb: La Banlieue des étoiles di Stéphane Drouhot
    La notte, in una casa popolare, strani rumori e luci angosciano una ragazzina insonne.
Si può trovare ispirazione guardando su internet il modo in cui altri giovani hanno impresso il loro messaggio nei cortometraggi:

Alcuni esempi:
CITEART: cortometraggi sulle periferie:

http://dailymotion.virgilio.it/citeart


REGARDS JEUNES SUR LA CITE: http://www.youtube.com/watch?v=nVijcI5lKwA
LES LASCARS: film d’animazione sui giovani delle periferie: http://www.lascars-lefilm.com/
KOURTRAJME: http://dailymotion.virgilio.it/playlist/x2dbm_CQPLESA_365-jours-clichy-monfermeil
Au fond des yeux ( 2009 ): http://bbj92.blogspot.com/2009/11/1er-prix-festival-regards-jeunes-sur-la.html
8ème prix "Regards jeunes sur la Cité" (2001): http://citeart.free.fr/film/pdnr/Page_pdnr.htm

Due o tre cose da sapere sul linguaggio del cinema
Non si scrive un film come si scrive un testo. E' molto importante avere la padronanza del lessico e della grammatica dell'audiovisivo prima di buttarsi:
  • il PIANO  è un pezzo di film, l'unità di base della sintassi cinematografica. La PRESA è la registrazione di un piano. Per uno stesso piano, il numero delle prese varia da 1 a 10.
  • La SCENA è un pezzo di pellicola, composta da un insieme di piani che formano un’unità e si svolgono nello stesso luogo.
  • la SEQUENZA è una successione di scene che non necessariamente si svolgono nello stesso luogo, ma che formano un’unità.

PIANO SPAZIALE:
  • L’INQUADRATURA è l’immagine in 2D catturata dalla videocamera.
  • Il CAMPO è una porzione di immagine in 3D delimitata dall’inquadratura.
  • Il CONTRO-CAMPO è lo spazio complementare del campo.
    Esempio: In una conversazione, si vede in successione l’uomo che parla (campo) e quello che è di spalle (controcampo)
  • Il FUORI CAMPO è un insieme di elementi non inclusi nel campo (= visibile), ma legati alla fantasia dello spettatore.
    Esempio: Un uomo si trova su un trampolino. Salta. La piscina è fuori campo (non si vede), ma lo spettatore inconsciamente la immagina.
  • La PROFONDITA' DI CAMPO : nitidezza ottenuta attraverso la messa a fuoco.
  • Lo SPAZIO FILMICO: associazione di campo e fuori campo.
  • Il DETTAGLIO: oggetto in primo piano

IL VALORE DEI PIANI: quale piano scegliere per cosa esprimere?
  • PIANO D'INSIEME: PER LOCALIZZARE: permette di presentare il personaggio in un ambiente
  • CAMPO MEDIO: PER INQUADRARE: introduce il personaggio facendo apparire la scena
  • in cui si muove.
  • FIGURA INTERA: ATTESTARE: serve a distinguere un personaggio da ciò che lo circonda, riconoscendogli un’importanza, presentandolo in azione.
  • PIANO AMERICANO: ATTIRARE L’ATTENZIONE: attribuisce un’importanza crescente al personaggio e alle sue azioni, eventualmente intensificando l'azione. Si noti che questo piano è molto utilizzato per esempio per le conversazioni tra due personaggi (campo / contro-campo).
  • MEZZO PRIMO PIANO: SOTTOLINEARE: permette di catturare le espressioni del personaggio.
  • PRIMO PIANO: CHIARIRE: mette in evidenza i sentimenti del personaggio.
  • PRIMISSIMO PIANO: DRAMMATIZZARE: riflette una dimensione interiore comunicando allo spettatore i sentimenti del personaggio. Può anche evidenziare un oggetto.
  • PARTICOLARE: FOCALIZZARE: messa a fuoco in cui si coglie un dettaglio (un’espressione, un oggetto, ...), provocando un effetto di shock.
Il Linguaggio delle periferie
I giovani delle periferie hanno inventato nuovi gerghi per differenziarsi. Oggi, il loro modo di parlare ispira la moda e invade il cinema, la letteratura, i mass media.
Il “Dizionario della zona” on line, di Cobra il Cinico, vi spiega tutto del linguaggio delle periferie, gli accenti, lo slang, gli sms etc... www.dictionnairedelazone.fr.
Il blog italiano  Brutta Storia propone un indice di parole e espressioni di gergo utilizzate dai giovani : http://www.bruttastoria.it/blog/






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